“un Piede Sano, non può che essere speciale…Sempre”

Gli hobby aiutano la salute degli over 65

POSTATO DA  IL 18 GENNAIO 2024 IN ,  | 11 VISUALIZZAZIONI | LEAVE A RESPONSE

Uno studio pubblicato su Nature Medicine ha rivelato che le persone di età superiore ai 65 anni, inserite ad attività ricreative, riportano un miglioramento della salute e del benessere mentale rispetto a coloro che non hanno un hobby. Questi risultati si basano su un’analisi meta di 5 studi longitudinali che hanno esaminato l’interesse per gli hobby in 93.263 persone provenienti da 16 paesi diversi.

Gli hobby sono attività che le persone svolgono nel loro tempo libero per piacere, e studi precedenti hanno dimostrato che tali attività riducono la solitudine e hanno un impatto positivo sulla sintomatologia depressiva.


Un anziano su quattro rinuncia alle cure mediche

POSTATO DA  IL 23 GENNAIO 2024 IN ,  | 7 VISUALIZZAZIONI | LEAVE A RESPONSE

Tra il 2020 e il 2022, il 24% degli ultrasessantacinquenni italiani ha rinunciato a una visita medica o un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno. L’analisi si basa sui dati raccolti nel biennio 2021-2022. Dalla sorveglianza emerge che il 24% degli intervistati dichiara di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ad almeno una visita medica o un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno. La rinuncia alle cure è più grave nelle fasce sociali svantaggiate, in cui raggiunge il 37%.

Nel complesso, il 31% ha dichiarato di aver rinunciato per timore del contagio da SARS-CoV-2; il 22% per la sospensione del servizio o la chiusura dello studio medico a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia; il 36% per le liste di attesa; il 7% per difficoltà nel raggiungere la struttura o per scomodità degli orari proposti. Infine il 5% riferisce che la rinuncia è stata determinata dai costi elevati e non sostenibili.


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Diabete e sport, 5 trucchi per stare sereni

Lo sport e l’attività fisica in generale sono dei veri e propri “must” per chi ha il diabete: aiutano a perdere peso, a mantenere in buona salute il metabolismo e la circolazione nonché a ridurre il livello di glucosio nel sangue. Tuttavia ci sono alcune piccole precauzioni da tenere a mente prima di programmare un allenamento in palestra o iniziare una partita a tennis. Scopri di più in questa guida alla pratica sportiva durante la terapia insulinica.

Trucchi sì, ma medico in prima linea

Sicuramente lo sai già: durante la pratica dell’attività fisica possono verificarsi episodi di ipoglicemia, cioè l’abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue, o iperglicemia, l’insufficienza di insulina. In entrambi i casi puoi prevenire tali episodi con piccoli ma importanti accorgimenti. Ricordati però che per un programma regolato sulle tue esigenze, è sempre raccomandata una visita dal tuo medico di famiglia o dal tuo specialista.

1 – Misura la glicemia prima e dopo l’allenamento

Ti stai preparando a una sessione di allenamento di un’ora? Bene, misura la tua glicemia almeno 60 minuti prima dell’inizio e, con lo stesso tempo, dopo averlo concluso. L’automonitoraggio ti consente di conoscere e tenere sotto controllo l’andamento della tua glicemia; in questo modo puoi capire autonomamente come regolare la tua preparazione fisica. Se hai deciso di fare sport per migliorare il tuo stile di vita, in altre parole, dovrai intensificare l’automonitoraggio glicemico sia prima che dopo - ed eventualmente anche durante - l’attività fisica. I valori di glicemia ottimali per la performance fisica sono di solito compresi tra 100 -180 mg/dl.

2 – Per prevenire il calo degli zuccheri, integra con pasta e pane

I carboidrati, si sa, sono il pane dello sportivo e ancora di più della persona con diabete in perfetta forma. Per mantenere l’equilibrio glicemico prima, durante e dopo l’attività fisica, è necessario integrare con degli zuccheri che si bruciano nel corso dell’allenamento: una dose di carboidrati come pasta e pane fanno al caso tuo. In alternativa, puoi mettere a punto con il tuo diabetologo delle strategie di aggiustamento della dose di insulina ma ricordati: i carboidrati sono fondamentali per ricostituire le riserve di glicogeno muscolare ed epatico.

3 – Uno snack e i bambini tornano in campo

Per i tuoi bambini non ci potrebbe essere notizia migliore. L’ipoglicemia può essere prevenuta con dei gustosi snack da mettere nello zaino e consumare prima, durante o dopo l’esercizio fisico in base al tipo di attività e terapia. In caso di calo degli zuccheri durante una partita o un allenamento, molti specialisti suggeriscono di far continuare il bambino a giocare una volta che la crisi ipoglicemica si è risolta con una merendina gourmet.

4 – Tieni un diario delle misurazioni

Con il diabete non puoi essere impreciso: tu lo sai quanto sia essenziale redigere un diario delle tue misurazioni per monitorare l’andamento della glicemia nel tempo. Questa misura è ancora più giustificata quando svolgi attività sportive intense che richiedono di mantenere sotto controllo i livelli di glicemia ed eventualmente possono consentirti di modificare, insieme al tuo specialista, le dosi della terapia e il regime alimentare.

5 – Il recupero è fatto di proteine e liquidi

Ricordati che, come per tutti gli sportivi, anche per te è necessaria una fase di recupero dopo l’allenamento. Niente di straordinario ma solo le buone vecchie regole: tanta acqua per reidratarsi accompagnata da proteine, animali o vegetali, per la riparazione e la costruzione del tessuto muscolare in risposta all’esercizio fisico

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Ora rimborsabile ‘spray salvavita’ contro l’ipoglicemia

Uno spray nasale che può salvare la vita. In caso di ipoglicemia severa, infatti, il glucagone spray rappresenta una soluzione immediata al calo repentino ed eccessivo della glicemia nelle persone con diabete. Da oggi, questo farmaco è gratuito per i pazienti. L’Agenzia italiana del farmaco ne ha infatti approvato la rimborsabilità completa per le persone con diabete, si legge in una nota.

“Quando una persona con diabete va incontro a un episodio di ipoglicemia grave, con la perdita di coscienza, non c’è tempo da perdere: non potendo somministrare zuccheri per bocca, è necessario che un’altra persona intervenga subito con il glucagone, l’ormone antagonista dell’insulina che stimola il fegato a rilasciare e produrre glucosio riportando rapidamente la glicemia nella norma”, spiega Paolo Di Bartolo, presidente dell’Associazione italiana medici diabetologi e direttore della Rete Clinica di diabetologia dell’Ausl della Romagna.

“Fino allo scorso anno – continua Di Bartolo – il glucagone era disponibile solo per iniezione intramuscolare ed era perciò necessaria la presenza di qualcuno in grado di somministrarlo. Un anno fa è arrivato anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale, una polvere che non deve essere neppure inalata visto che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti. Basta un puff in una narice per ottenere l’effetto. Consentire l’accesso gratuito a questo farmaco, che può essere letteralmente un’ancora di salvezza per i pazienti, è un importantissimo passo avanti per restituire sicurezza ai pazienti e conseguentemente migliorarne la qualità della vita”.

“L’improvviso calo della glicemia al di sotto del valore di 54 mg/ml, che rappresenta la soglia per intervenire al fine di correggere l’ipoglicemia e prevenirne le conseguenze, è un’emergenza imprevedibile che ogni anno riguarda molti pazienti, in particolare quelli in terapia con insulina”, precisa Emanuele Bosi, direttore del Centro di Diabetologia e professore di Medicina Interna dell’Università Vita Salute dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

“Nei bambini, negli adolescenti e più in generale in tutte le persone con diabete di tipo 1, soprattutto di lunga durata – aggiunge – il rischio di ipoglicemia riguarda tutti, fino ad oltre il 40% dei pazienti colpiti almeno una volta all’anno. Inoltre, anche se meno frequenti (fino al 25%), episodi di ipoglicemia sono possibili anche in pazienti con il diabete di tipo 2, sempre in terapia con insulina. Per tutte queste persone l’ipoglicemia è una spada di Damocle che incombe e che non fa dormire notti tranquille: infatti, per riprendersi da una crisi è spesso necessaria l’assistenza di un’altra persona, mentre in assenza di soccorsi si può andare incontro alla perdita dello stato di coscienza e addirittura alla morte”.

L’utilizzo del glucagone spray, conclude Claudio Maffeis, presidente Siedp, Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica e direttore del Centro Regionale di Diabetologia pediatrica dell’Aoui di Verona, “è a prova di errore e consente di superare anche una crisi ipoglicemica grave in pochi minuti. Approvato per l’uso al di sopra dei 4 anni d’età, è un prodotto molto maneggevole e pronto all’uso che richiede soltanto la somministrazione in una narice, perché la polvere entra in circolo senza bisogno di essere aspirata e non ci sono aggiustamenti di dosaggio da fare: inoltre, lo spray non risente degli sbalzi di temperatura come accade con il glucagone da iniettare e può essere portato sempre con sé. Aver consentito un accesso gratuito a questa ‘assicurazione sulla vita’ è fondamentale per i pazienti, che avranno quindi libero accesso a una terapia così essenziale”. 

da ADNKronos Salute


Dott.ssa Cristiana Vermigli  coordinatrice del Gruppo di Studio Nazionale del Piede Diabetico 

E’ stato conferito alla dottoressa Cristiana Vermigli in servizio presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia, il coordinamento del Gruppo di Studio Nazionale del Piede Diabetico durante l’assemblea nazionale della Società Italiana di Diabetologia (SID).

La Vermigli, dirigente medico presso la struttura complessa di Medicina Interna e Scienze Endocrine e Metaboliche dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, diretta dal professor Riccardo Calafiore, è la nuova coordinatrice del Gruppo di Studio Nazionale del Piede Diabetico, gruppo inter-associativo della Società Italiana di Diabetologia (SID) e dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) finalizzato alla ricerca scientifica e traslazionale sulla sindrome del piede diabetico, una delle complicanze più invalidanti del diabete mellito.  

Prima donna medico a ricoprire in Italia tale incarico, e già responsabile del Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e Cura del Piede Diabetico in Umbria, si dedica da circa 25 anni alla gestione clinica del piede diabetico grazie alla sua formazione professionale maturata anche con esperienze internazionali.  

Nel 1995, la dottoressa Vermigli, ha frequentato la “Diabetic Foot Clinic” dell’Università di Manchester, sotto la supervisione di uno dei maggiori esperti del campo, il professor Andrew J.M. Boulton, attuale presidente dell’International Diabetes Federation. La Vermigli ha successivamente riportato tale esperienza all’interno dell’Ospedale di Perugia, creando un Centro di riferimento regionale che oggi garantisce un percorso diagnostico e terapeutico multidisciplinare a molti pazienti provenienti dalla nostra regione e dalle altre regioni d’Italia.

Il Centro, oltre ad effettuare attività cliniche sia in regime ambulatoriale che di ricovero ordinario e di day surgery, è dotato di tecniche diagnostiche avanzate ed è altresì promotore di terapie innovative all’interno di differenti trials clinici. L’attività clinica svolta presso l’Ospedale di Perugia viene approcciata in un’ottica di multidisciplinarietà essendo una sindrome ad elevato impatto clinico-assistenziale, e nonostante la pandemia non si è fermata seguendo e monitorando molti pazienti anche in telemedicina.

La dottoressa Cristiana Vermigli sostiene, insieme al suo team, l’Associazione di volontariato “Piede Diabetico Umbria”, associazione no profit che svolge un’azione sociale di supporto e di sensibilizzazione a tutti i livelli istituzionali sulla ricaduta di tale complicanza nel contesto familiare e sociale.

Contenuto inserito il 18-03-2021, aggiornato al 18-03-2021


Nell’ambito del XXIII Congresso nazionale dell’AMD – Associazione Medici Diabetologi, è stata eletta consigliera del direttivo nazionale la dottoressa Elisabetta Torlone, medico endocrinologo dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Elisabetta Torlone, laureata in medicina e chirurgia nel 1986, ha conseguito la specializzazione in endocrinologia e metabolismo nel 1989 e dall’inizio della sua carriera professionale si è sempre occupata di diabete e nutrizione. Dal 1994 presta servizio presso la struttura complessa di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Ospedale di Perugia diretta dal professor Riccardo Calafiore, dove ricopre l’incarico di alta specializzazione come referente del programma dipartimentale “Diabetologia e nutrizione in gravidanza” oltre a dedicarsi all’attività di gestione delle nuove tecnologie, come sensori e microinfusori, per le persone affette da diabete 1.

L’Associazione Medici Diabetologi (AMD) è stata costituita nel 1974 e con oltre 2000 iscritti è una delle 2 grandi associazioni scientifiche della diabetologia italiana. È affiliata all’International Diabetes Federation (IDF) e si occupa della promozione e diffusione sul territorio di strutture idonee alla prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito, della qualificazione professionale e dell’aggiornamento culturale del personale sanitario operante in tali strutture. Promuove, inoltre, la ricerca in campo diabetologico, clinico e terapeutico e collabora con le altre istituzioni che hanno finalità e interessi comuni.
“Sono orgogliosa di essere stata eletta nel direttivo nazionale AMD per il quadriennio 2021-2025 – afferma Elisabetta Torlone – un incarico importante che mi porterà a confrontarmi con realtà sanitarie diverse e approfondire temi centrali in un momento di riorganizzazione a livello Nazionale e Regionale della Sanità. La moderna diabetologia,- continua - grazie alle tecnologie innovative, ci permette di essere sempre più vicini alle persone con diabete ed anche durante l' emergenza Covid abbiamo stilato protocolli di gestione in telemedicina che ci hanno permesso di continuare a seguire i nostri pazienti a domicilio. Il ruolo che vado a ricoprire è un ulteriore riconoscimento alla Scuola Diabetologica Perugina”.
Contenuto inserito il 03-11-2021, aggiornato al 03-11-2021